Bisogna saper ascoltare.

Immagini vaporizzate nella mente scaturiscono dalla notte nel cuore.

      Una parte di me vuole essere raccontata, vuole scio­gliersi e sno­darsi alla luce del giorno in cerca di una sorta di purificazione, ma sono le ore buie a smascherare questo mormorio sepolto nel mio es­sere.

      Bisogna saper ascoltare.

    “Bisogna saper ascoltare”.

– Christian filostrati –

      Voglio riassaporare dolci ricordi e disarmare quelli amari, ren­derli innocui col senno di poi e lasciarli andare. Voglio rispolverare le antiche emozioni e liberarle una volta per tutte, dando loro il giusto peso, perché anche quelle più sottili masticano l’animo.

“…rispolverare le antiche emozioni e liberarle una volta per tutte, dando loro il giusto peso, perché anche quelle più sottili masticano l’animo”.

– christian filostrati –

      Occorre fare il punto della situazione. Scrivere aiuta a tenere un filo logico. A volte logicamente illogico. Permette di risciacquare l’anima, strato dopo strato e di comprendere meglio cosa sentiamo, dove siamo, cosa vogliamo. Chi siamo.

      Cerco risposte a domande semplicemente grandi e straor­dinaria­mente vicine. Le cerco nella memoria delle mie percezioni e nell’evi­denza di ciò che è.

      Provo così a togliere ogni singolo velo, avvicinandomi sempre più alla mia essenza. Delusioni. Risentimenti. Paure. I sensi di colpa non mancano mai. Devo ritrovarmi. Questa sera scrivo per riconci­liarmi con me stesso.

Dal romanzo “Tutto è giusto e perfetto”, Christian Filostrati

Dalle pagine del mio diario (15, 16)

8 dicembre 2012

Ho sbagliato tutto con te. Mi sono reso conto di tante pic­cole grandi cose che prima ignoravo. Questa nuova dimen­sione in cui mi trovo è densa e cupa, mi costringe a osser­vare passato, presente e futuro attraverso una gelatina di risentimenti polverosi che filtrano le mie percezioni. Non sono apatico, purtroppo no. Mi sono reso conto di non averti mai compresa fino in fondo. Strana riflessione dopo sei anni trascorsi insieme dove uno sguardo bastava a dirsi tutto. Non ho intuito la tua insicurezza che invece alimen­tavo. Non ho fiutato le tue paure e sfacciatamente ho sfidato la tua tacita gelosia. D’altronde era un modo come un altro, forse solo più egoi­sta, per sentirmi amato. Ne avevo bisogno poi? Forse sì, perché l’amore è un sentimento esigente, in continuo movimento, scricchiola e graffia, ardente nella sua brutale vivacità. Non basta mai. Mi odio, mi odio davvero tanto e sto soffrendo perché mi manchi.

“…perché l’amore è un sentimento esigente, in continuo movimento, scricchiola e graffia, ardente nella sua brutale vivacità. Non basta mai”.

– Christian Filostrati –

Quando trovi un angelo in questo mondo malato e perverso, è difficile poi lasciarlo. Sai che è unico e quando realizzi di averlo perso, forse per sem­pre, ti perdi anche tu. Perdi co­scienza. Perdi il filo. Perdi il controllo. Perdi tempo. Perdi terreno. Perdi quota (perché tu ali non ne hai). Ti perdi d’a­nimo e cadi tra i miasmi dell’inferno, tra dolore e sofferenza. Non c’è più via d’uscita e qui inizia una lotta innaturale contro se stessi.

Vorrei farmi del male fisico per anestetizzare momentanea­mente i nervi dello spirito, ma ti ho fatto una promessa e intendo mantenerla. Il brutto vizio di confidarti tutto. Forse era scritto nel destino che ci amassimo e cre­scessimo in­sieme fino poi a separarci… Siamo molto cambiati da quando ci siamo conosciuti e forse abbiamo perso il piacere della semplicità. Mi ripetevi che ero e sarei sempre stato speciale per te, ma ora non mi ricono­sco più così impor­tante. Mi sento inutile, incapace di darti qualcosa di po­si­tivo, che tu possa desiderare, che ti possa servire o farti star bene.

Tu sei fondamentale per me, costituisci il principio essen­ziale su cui si fonda la mia vera realtà, che poi è la nostra realtà.  Siamo stati molto fe­lici insieme e non sappiamo ne­anche noi come siamo arrivati a questo punto. Tu lo sai? Io no. Quante domande, sempre, ovunque. Mi ostino a riflettere perché voglio capire, ne ho bisogno per realizzare che non poteva andare diversamente e così forse troverò la chiave per uscire da questa di­mensione dentro la quale mi muovo a fatica, rallentato dai pesi che mi trascino addosso.

Dal romanzo “Tutto è giusto e perfetto”, Christian Filostrati

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Dedicato a chi necessita di PERDERSI PER RITROVARSI e di sentire forti emozioni per accendere il cuore e scaldare l’anima. Perché condividendo parte di sé, questo spazio diventi un mo(N)do per conoscersi meglio e superare tutte quelle situazioni che ci costringono alle difficoltà, che spesso ci confondono e feriscono con attacchi di solitudine, ma che ci spronano anche alla SPERANZA e al desiderio di non mollare.

Anche questo periodo, in fondo, può essere vissuto come un’opportunità e partendo dalla speranza, INSIEME si può costruire qualcosa di bello, solido e utile per tutti NOI.